GIOVEDI SANTO 9 APRILE 2009
L’ORA DELL’AGONIA
DAL GETSMANI A SAINT PETER IN GALLICANTU
La “Passione” di Gesù cominciò dopo l’Ultima Cena tenuta con gli
Apostoli, dove Egli diede all’umanità il dono più grande che si
potesse: sé stesso nel Sacramento dell’Eucaristia, inoltre
l’istituzione del Sacerdozio cristiano e la grande lezione di
umiltà e di amore verso il prossimo con la lavanda dei piedi dei
Dodici Apostoli.
I Vangeli raccontano gli avvenimenti in modo abbastanza preciso
e concorde; nella primavera dell’anno 30, Gesù discese con i
suoi discepoli dalla Galilea a Gerusalemme, in occasione della
Pasqua ebraica, l’annuale “memoriale” della prodigiosa
liberazione del popolo ebreo dall’Egitto.
Qui tenne l’Ultima Cena, dove di fatto fu sostituito il vecchio
“memoriale” con il nuovo, da rinnovare nel tempo fino al suo
ritorno: “Questo è il mio corpo, che è dato per voi”; “Questo
calice è la nuova alleanza nel mio sangue che viene versato per
voi”; “Fate questo in memoria di me!”.
Nella “redenzione dal peccato” si deve ricercare in buona parte,
il senso della ‘Passione’ di Cristo e di questo trattano i
racconti evangelici, nel susseguirsi degli avvenimenti che
seguirono l’Ultima Cena; è bene ricordare che lo stesso Gesù
preannunziò ciò che sarebbe accaduto ai suoi discepoli per ben
tre volte, preparandoli al suo destino di sofferenze e di
gloria; in particolare la terza volta (Luca 18, 31-33).
Ma il suo sacrificio, è presentato nei Vangeli anche come
l’attuazione della parola dei profeti, contenuta nelle Scritture
e si delinea una grande verità, consegnandosi mite e benevole
nelle mani di uomini che faranno di lui quello che vorranno,
l’”Agnello di Dio” ha preso su di sé e ha ‘tolto’ il peccato del
mondo (Giovanni 1,29).
Per questo si nota che nel racconto evangelico della Passione,
ogni atto è presentato come malvagio, ingiusto e crudele; anche
tutti coloro che intervengono nei confronti di Gesù sono cattivi
o meglio peccatori, come una sequenza impressionante dei peccati
degli uomini contro di Lui.
È necessario che il male ed il peccato si scateni contro Gesù,
portandolo fino alla morte e dando la sensazione di aver vinto
il Bene; finché con la Sua Resurrezione alla fine si vedrà che
la vittoria finale sul male, è la sua.
La ‘Passione’ si svolge con una sequenza di immagini
drammatiche, prima di tutto il tradimento di Giuda, che lo vende
e lo denuncia con un bacio nel giardino posto al di là del
torrente Cedron, dove si era ritirato a pregare con i suoi
discepoli, e dove Gesù, aveva avuto la visione angosciante della
prossima fine, sudando sangue e al punto di chiedere al Padre di
far passare, se era possibile, questo calice amaro di
sofferenza, ma nel contempo accettò di fare la Sua volontà.
Segue l’arresto notturno da parte dei soldati e delle guardie
fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei; Gesù subisce
l’interrogatorio di Anna, ex sommo sacerdote molto potente e
suocero del sommo sacerdote in carica Caifa; poi il giudizio del
Sinedrio giudaico capeggiato da Caifa, che formula ad ogni costo
un’accusa che consenta la sua condanna a morte, che però per la
legge vigente a Gerusalemme, non poteva essere attuata dalle
autorità ebraiche.
Nel contempo si concreta il triplice rinnegamento del suo primo
discepolo Pietro; poi Gesù viene condotto dal governatore romano
Ponzio Pilato, accusato di essersi proclamato re dei Giudei,
commettendo quindi un delitto di lesa maestà verso l’imperatore
romano.
Il giovedi santo è una giornata ricca di momenti celebrativi a
Gerusalemme, e da parecchi anni, tutti i fedeli ed i pellegrini,
alla presenza dei frati francescani, si danno appuntamento al
Getsmani, dove la chiesa può raccogliere un numero consistente
di fedeli. Qui, si ascoltano i brani della passione, in diverse
lingue e al termine della celebrazione un lungo corteo, con i
flambeaux accesi, attraversa la valle del Cedron, per
raggiungere San Pietro in Gallicantu, il luogo del rinnegamento
di Pietro. I giovani lavoratori cristiani, come da tradizione,
preparano i canti di meditazione lungo il percorso e la gente
scende lungo la notte buia di Gerusalemme, illuminata dalle
stelle e dalle fiaccole accese, rendendo molto intenso e
suggestivo questo momento.
Parecchie persone decidono di vegliare tutta la notte in
preghiera, introducendosi così al venerdi santo, il giorno della
croce.