GERUSALEMME: GIAPPONE-ITALIA
Penso sempre, che
quando si decide di mettersi in viaggio, già dal primo
momento il cuore, la mente, la voglia di sapere: cominciano
armoniosamente a viaggiare!
Si comincia a
guardare il percorso, le distanze e ci si prepara con ciò
che riteniamo necessario per affrontare il viaggio.
Credo che anche
ai nostri ragazzi, sia accaduto la stessa cosa,poiché sin
dalle prime battute degli incontri di preparazione, nel
percorso del “Progetto Educare alla Pace” si percepiva in
loro, questo forte desiderio di conoscere, di farsi
conoscere, di portare anche con la loro presenza anche la
loro visiva testimonianza, che la pace è possibile, che il
dialogo è possibile, che tutti gli scenari della vita si
possono cambiare, anche con piccoli gesti, anche con un
semplice viaggio.
Come non
ricordare i grandi viaggiatori che hanno segnato la storia
della Terra Santa: primo fra tutti Gesù: quanta strada ha
percorso a piedi dalla Galilea, a Gerusalemme, per poi
ripartire lungo il deserto!
Anche San Paolo,
con gli innumerevoli viaggi missionari che dalla Turchia,
alla Siria, a Malta, in Grecia a Gerusalemme ed infine a
Roma per portare l’annuncio di ciò che aveva visto e
creduto:
E che dire di San
Francesco? Arrivò in Terra Santa, durante un periodo molto
difficile, quello delle Crociate. San Francesco lasciò la
propria terra e si recò in Egitto dove incontrò Al-Malek
Al-Kamel, Sultano d’Egitto, il quale fu impressionato dalla
modestia di San Francesco e dal suo messaggio: rifiutare la
distruzione e la guerra ed accogliere la riconciliazione e
la pace. San Francesco era riuscito a suscitare il rispetto
e l’amicizia dal Sultano, ed aveva ottenuto il permesso di
andare a visitare i Luoghi Santi. Il poverello d’Assisi,
senza spade e fucili, era riuscito a realizzare ciò che le
grandi armi non aveva ottenuto.
Non è difficile
per noi oggi, immaginare il banchetto preparato dal Sultano
d’Egitto per il suo ospite, Francesco e i suoi fratelli,
conoscendo bene la generosa ospitalità degli arabi!
Con tante
aspettative nel cuore e con il grande desiderio di camminare
insieme e poter dire un futuro prossimo, io c’ero che in
questi giorni di luglio, finiti i campi estivi, e tutte le
attività, alacremente fervono i preparativi per parecchi
ragazzi, israeliani, palestinesi, drusi e anche libanesi,
che sono in procinto di partire per un breve periodo di
vacanza e di scambio inserito nel Progetto Educare alla
Pace, che da qualche anno a questa parte, abbiamo intrapreso
grazie alla collaborazione di alcuni enti ed istituzioni
italiane e giapponesi.
Abbiamo inserito
“Il Viaggio” perché riteniamo che sia un modo per
conoscere e per poter condividere, un cammino, che
attraverso una convivenza stretta e quotidiana per brevi
periodi, come quello di una vacanza, per aiutare a
progredire nel dialogo e nella conoscenza reciproca.
Far scaturire nei
nostri giovani il desiderio di confrontarsi con culture,
tradizioni e mentalità diverse, per aprire loro il cuore e
la loro mente per saper cogliere il bene che c’è ovunque ed
in ogni essere umano.
Partendo
dall’apertura verso l’altro,s’impara la tolleranza, si educa
al pluralismo, si rispetta la coscienza della persona, e si
difende ogni libertà, compresa quella religiosa.
Se riusciamo a far
amare ai nostri giovani, che vivono qui in Terra Santa,
questi valori e questi principi probabilmente guarderanno al
futuro con un senso di intima speranza, e con un unico
senso: quello tracciato da Gesù : “Vi lascio la pace, vi do
la mia pace”.
Mi piace ricordare
Giovanni Paolo II, primo grande Papa, che fece moltissimi
viaggi, e che sovente ci ricordava: “Non può esserci pace
autentica senza rispetto della vita”, riferendosi ad ogni
vita, anche e soprattutto a quelle più fragili e indifese.
Una pace ancora lontana, ma che va costruita. Da ognuno.
E alla vigilia di
intraprendere questi viaggi, c’è stato il passaggio del
testimone “del viaggiatore di pace”.
Abbiamo
organizzato un incontro in Parrocchia, con i ragazzi e i
genitori, palestinesi ed israeliani, che sono partiti l’anno
scorso, con i ragazzi e i genitori che partiranno
quest’anno. Un’incontro molto bello e denso di ricordi
dell’ esperienza vissuta in pienezza, che è proseguita anche
rientrando a casa, pur con la fatica di ritrovarsi,a causa
per alcuni giovani, delle zone di residenza dove vivono,
che non sempre sono facilmente raggiungibili a causa del
muro di separazione.
All’incontro era
presente anche la Signora Hyroko Hanui, la giapponese
responsabile dell’organizzazione che si occupa
dell’accoglienza e del viaggio che i ragazzi israeliani e
palestinesi faranno a Hiroshima e Nagasaki, da fine luglio
sino alla metà di agosto.
Un viaggio, che è
un po’ la continuazione di quello effettuato nel 2005,
all’interno della memoria, per 12 ragazzi israeliani e
palestinesi, tra i 16 e i 19 anni che ebbero l’onore di
essere presenti, come delegazione ufficiale, in Giappone, a
Hiroshima e Nagasaki durante i giorni della commemorazione
del 60° anniversario della strage della bomba atomica.
Hiroshima,
l’atomica, la violenza insegna a tutti noi come il libero
arbitrio e l’errore dell’uomo possa tutto distruggere, ma
come la mano di Dio fa fiorire il deserto, facendo sgorgare
un fiume di pace e un torrente di perdono e di amore.
Da allora
decidemmo,insieme agli organizzatori giapponesi che ogni due
anni ci sarebbe stato questo incontro in Giappone, per fare
memoria, per non dimenticare.
Un altro gruppo
numeroso di giovani israeliani, palestinesi, libanesi,
drusi, sarà accolto a Tarquinia, ospite per il secondo anno
consecutivo dalla Cgil, dall’Avad, associazione di
volontariato per i disabili, dal Comune di Tarquinia e
dall’infaticabile Dr. Luigi Daga, che da sempre, si adopera
per non far mancare nulla ai nostri ragazzi che saranno
accolti in una struttura al mare messa a disposizione dal
Dr. Filiberto.
Questo periodo di
vacanza è stato preparato per questi ragazzi, per poter
godere in serenità la propria esistenza personale, lontani
dall’altalena di tensioni contrastanti.
La compagnia con
amici, il confronto con i ragazzi italiani, il piacere di
immergersi nella stupenda natura italiana, fruendo anche
della visione e delle visite dei beni culturali artistici
ambientali, arricchirà sicuramente questa vacanza
tarquinese.
Durante il
soggiorno italiano sono già stati organizzati numerosi
incontri, tra cui è prevista una visita dal Santo Padre
Benedetto XVI , e dal presidente della Repubblica Italiana
Giorgio Napoletano.
Un terzo piccolo
gruppo, sarà ospitato a Firenze, dall’Associazione Giovani
di Giorgio La Pira.
L’Associazione
Giovani di Giorgio la Pira si preoccupa prevalentemente di
un un’aspetto specifico: come i cristiani, devono essere
operatori di pace; come vivere il cristianesimo nella
chiave della pace.
I nostri giovani
israeliani e palestinesi, saranno ospitati da loro coetanei,
e ci sarà un confronto su come esprimere la pace pur nella
differenza religiosa.
I ragazzi che
parteciperanno a queste tre importanti esperienze di
viaggio, si sono preparati ed incontrati più volte i questi
anni; abbiamo cercato di diversificare i luoghi degli
incontri, dall’alta Galilea, a Gerusalemme in parrocchia, a
Tel Aviv, per avviare quella circolarità e quella dimensione
che solo attraverso una rete di amicizia e di solidarietà,
può abbracciare il mondo per disegnare nuove coordinate di
pace.
L’augurio che
faccio è che ciascuno di noi che è impegnato in questa
esperienza possa riscoprire la bellezza del creato, cogliere
nelle grandi opere l’ingegno umano e per poter riconoscere
la presenza luminosa dell’amore di Dio su ogni volto che
incontreremo. Solo ritrovando Dio, che è amore e pace,
possiamo cominciare a costruire la pace.
Fr. Ibrahim Faltas
ofm
Parroco di
Gerusalemme